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il primo magazine sulla sostenibilità applicata

A NATURA RISPONDE NATURA
Case in legno: quando la sostenibilità in architettura può salvare dal terremoto I recenti terremoti in Emilia hanno dato il via a un'indagine sulle motivazioni dei crolli dei capannoni e delle fabbriche. Questi edifici, pur se diffusamente presenti in tutto il territorio nazionale (sono circa 700.000) rappresentano infatti la parte più debole e meno controllata di tutto il patrimonio edilizio, e risulta che la gran parte non sia stata realizzata secondo criteri antisismici.

Sino al 1962 infatti, non esisteva alcuna legge in materia, neppure per le zone a maggior rischio di terremoto, ma oggi vige l'obbligo di progettare gli edifici con severi criteri antisismici a seconda della zona in cui ci si trova. 

Purtroppo in Emilia l'ultimo forte terremoto risale al 1500, quindi le case, gli edifici, le fabbriche e i capannoni sono stati realizzati per anni come se la terra non dovesse mai muoversi.

Le strutture, per lo più in cemento armato, materiale fragile a trazione e inevitabilmente soggetto a degrado nel tempo, presentavano nodi, tra travi e pilastri, risolti con semplici appoggi su mensole, buoni quindi per rispondere ai soli carichi verticali ma in caso di sollecitazioni orizzontali, come quelle provocate da un terremoto, sono venuti giù con estrema facilità.

Bisogna quindi rinnovare e aggiornare le regole relative alla progettazione antisismica in questa zona chiaramente non "a prova di sisma" per evitare che edifici, che ospitano ogni giorno centinaia di persone, possano danneggiarsi mettendo a repentaglio la vita degli operai.

Per fare questo si potrebbe iniziare già con la scelta di materiali e tecnologie diverse, senza necessariamente cercare molto lontano, ma recuperando tradizioni costruttive antiche, più naturali e a basso impatto ambientale, riadattandole alle nuove esigenze.

Il materiale più adatto per sostituire l'obsoleto e poco sostenibile cemento per quanto riguarda le strutture in elevazione, è infatti il legno. È grazie a questo materiale che in Paesi come la California e il Giappone l'altissima frequenza di sismi provoca minimi danni agli edifici e alle persone, perché la maggior parte delle costruzioni è realizzata appunto in legno. 

Questo materiale infatti permette all'edificio di deformarsi durante il sisma con effetti del tutto reversibili, per tornare allo stato di quiete iniziale illeso e ugualmente efficiente. Al contrario del cemento o del laterizio che soffrono gli sforzi di trazione, il legno è ugualmente resistente a trazione e compressione, e per queste proprietà si presta ottimamente all'impiego in zone ad accentuato rischio sismico.
Inoltre il legno lamellare, dalle notevoli capacità portanti, è ormai impiegato in molti edifici pubblici, dove sia necessario coprire grandi spazi senza pilastri, quindi perché non impiegarlo nei capannoni? Probabilmente il costo di realizzazione sarebbe leggermente superiore a quello richiesto per la realizzazione di strutture tradizionali, ma per salvare delle vite e non perdere l'edificio al primo terremoto ne dovrebbe valere la pena.
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